Eicma 2012, l’invasione delle «automatiche»


Da pochi giorni si è conclusa Eicma 2012, il consueto palcoscenico autunnale dal quale i Costruttori del settore motociclistico presentano le novità per l’anno a venire. Il Salone milanese anche quest’anno ha costituito il trampolino di lancio per non pochi veicoli di prossima commercializzazione: anche Piaggio e LML hanno colto l’occasione per mostrare nuovi modelli. Puristi ed appassionati, però, probabilmente non saranno entusiasti delle primizie di questa rassegna.

 

L’azienda di Pontedera ha esposto la versione pressoché definitiva della «946», coraggiosa reinterpretazione della Vespa primitiva, ovvero quel prototipo «MP5» che, nel lontano 1945, costituì la base per la produzione in serie della celebre ed ormai preziosissima «98». Come tutti i nuovi modelli presentati dal 1996, anche questa «946» è «colpevole» di avere la trasmissione automatica CVT. Difficile, dunque, essere apprezzata da noi appassionati esigenti ed intransigenti, al di là del semplice giudizio estetico (il quale comunque divide e a tratti esaspera distinte fazioni).

La nuova nata, tuttavia, costituisce un sofisticato saggio di ingegneria meccanica ed elettronica. E’ dotata di ABS e del controllo della trazione; è previsto anche un dispositivo di controllo della sospensione anteriore, volto a contrastare il tipico effetto di «affondamento» in frenata.

La scocca è ancora una volta portante, interamente in lamiera d’acciaio. Se lo scorso anno si parlava di parti del telaio in pressofusione d’alluminio, oggi questa soluzione pare sia stata relegata unicamente a componenti non strutturali, come il parafango anteriore.

Certamente una scelta coraggiosa, inusuale e perciò sensazionale. Ma con svantaggi facilmente intuibili, come eventuali danni non facilmente riparabili in caso d’urto.

Viene dunque spontaneo un interrogativo. Questo concentrato di tecnologia e di soluzioni costose e raffinate, non si pone forse in aperto contrasto con la tradizione di un veicolo da sempre votato ad una semplicità geniale ed efficace? Certamente il nuovo corso Vespa, inaugurato già da diversi anni, segna una svolta netta con un passato lungo e glorioso. Certo, è cambiato il «target». Piaggio con la Vespa oggi guarda più ad una clientela modaiola, alla perenne ricerca di griffe e di «status symbol».

Poco affine all’indole operaia della Vespa anche il prezzo: per questa nuova «946» dovrebbe attestarsi attorno agli 8.600€, nella versione con motore 125cm³, peraltro l’unica prevista allo stato attuale. Nonostante un prezzo certamente molto elevato, non è cosa folle pronosticare un buon successo a questo nuovo scooter. Non mancherebbero le analogie con altri veicoli di successo, costosi ma largamente apprezzati, come nel caso delle vetture della gamma Mini. Se così fosse, da un punto di vista strettamente commerciale sarebbe difficile biasimare le scelte del gruppo di Pontedera.

 

 

Ma col nostro cuore di appassionati è naturale guardare le cose sotto un’altra ottica, più «romantica» ma in fondo anche più pragmatica. Da questo punto di vista la presenza di una PX allo stand Piaggio è sempre rassicurante. Un esemplare solo, ben accessoriato con i nuovi paracolpi cromati e in un’inedita livrea a metà fra il grigio ed il blu medio. Piaggio la chiama «Grigio Dolomiti»: fa il suo ingresso nella gamma 2013 che, per contro, perde il bell’azzurro «Mediterraneo», la tinta che aveva di fatto accompagnato il ritorno a listino della PX un paio d’anni fa.

Per il resto, come ci si attendeva, nessuna novità tecnica su questa PX. E’, più o meno, quella di sempre. Non vuole stupire con novità o rivoluzioni, sapendo di poter contare sui nostalgici, ma anche sugli estimatori convinti.

 

 

Alla PX made in Piaggio, rappresentante unica della sua specie, fa da contraltare l’ampio sciame di Star esposto presso lo stand LML.

Anche quest’anno si ripropone un copione consolidato: da una parte Piaggio centellina la presenza della PX – che pure desta sempre un certo interesse – e dall’altra LML propone un vero e proprio bombardamento di colori e personalizzazioni, con uno stand che appare quasi al limite della saturazione.

La novità per il 2013 si chiama Star «Automatica» e già questo porta malumori agli appassionati del cambio al manubrio, quelli che questo sito, con la sua community, rappresenta. La trasmissione automatica è da sempre la nemica giurata dei fedelissimi della Vespa classica: è vista dalla maggior parte come uno snaturamento inaccettabile su una Vespa. Proporla su un genere di veicoli che ha raccolto ampi consensi presso i Vespisti tradizionalisti è certamente una mossa coraggiosa. Si intuisce che LML Italia voglia in qualche modo allargare i propri orizzonti, uscendo dall’ambito tradizionale alla ricerca di nuovi clienti. C’è da domandarsi se un veicolo dalle doti ancora sconosciute possa competere con una concorrenza agguerrita e assai numerosa, spesso caratterizzata da un buon livello di affidabilità e da prezzi piuttosto competitivi.

 

La nuova Star «Automatica» nasce con un telaio molto simile a quello delle sorelle a quattro tempi con trasmissione manuale. Dunque si riconferma la soluzione «ibrida», composta da una parte anteriore derivata direttamente dalla vecchia 2T (dunque con lamierati portanti) e da una «gabbia» tubolare al posteriore.

Il motore della «Automatica» ricalca quello degli scooter moderni : cilindro collocato in posizione centrale e carter laterale che funge da forcellone ed alloggia gli organi della trasmissione a variazione continua. Non è da escludere che il propulsore sia di diretta derivazione Daelim; da alcuni anni la Lohia Machinery Limited collabora col gruppo Coreano, ed invero si ravvisano analogie, a livello di dati tecnici puri, fra i prodotti di questa azienda e le stesse Star 4T a cambio manuale.

Alcuni dettagli di nuova concezione compaiono sulla nuova nata in casa LML. Per la prima volta compare nella gamma un carburatore a controllo elettronico, con centralina di gestione Dell’Orto. Compare di conseguenza una spia di diagnostica inserita nel quadro strumenti (prende il post della spia STOP adottata dalle più recenti 4T a cambio manuale). Fa il suo esordio, sempre sulla «Automatica», anche il pulsante di arresto del motore, inserito nel  blocchetto in prossimità della manopola sinistra: in realtà questa novità è stata mutuata dalla produzione di taluni mercati, quali quello Statunitense, presso i quali tale soluzione è impiegata già da svariati anni.

L’estetica della Star «Automatica» ricalca quella consolidata ed inossidabile della Vespa PX, pur con l’aggiunta di vistose prese d’aria, con risultati non sempre armoniosi. La differenza più vistosa risiede forse nel cavalletto: come è uso sui mezzi automatici, questo è incernierato sul blocco motore e mantiene sollevata – per ovvie ragioni pratiche – la ruota posteriore. Questo aspetto sicuramente destabilizza l’osservatore, che non può non percepire qualcosa di «anomalo», elemento di inevitabile contrasto con quell’aspetto così sfacciatamente conservatore…

 

Allo stand LML, come già anticipato, è andata in scena la consueta ridda di colori ed allestimenti, accompagnati anche da qualche curiosa sperimentazione stilistica.

Invero in molti casi il risultato è di dubbio gusto, con l’accostamento spesso azzardato di un gran numero di colori, come nel caso della stessa «Automatica», esposta in diversi esemplari, tutti caratterizzati da appariscenti tinte «fluo».

E’ una ricerca affannosa di risalto mediatico, comunque corrisposto da una stampa nazionale sempre più acritica e condiscendente. LML potrebbe – e forse dovrebbe –  affermarsi come produttore di veicoli economici, di sostanza, che risultarebbero assai appetibili in un momento storico complesso e difficile come quello presente. Invece si dedica grande risalto ad un’infinità di combinazioni, accessori e varianti che in fondo il mercato già propone. E pure a prezzi più bassi: come emerge da alcune segnalazioni raccolte nel forum di Stardelux, una Star discretamente accessoriata può raggiungere anche i seimila euro. Anche qui un elemento piuttosto stridente con la tradizione vespistica. Mancando del blasone di un marchio affermato da decenni, l’esigenza primaria è la dimostrazione fattiva di precise doti tecniche; accessori e personalizzazioni – se proposti a prezzi competitivi – sono bene accetti ma del tutto secondari.

Non sono mancati anche esemplari più sobri ed eleganti. Vale la pena di menzionare la colorazione «Chocolate», un marrone metallizzato che a molti ricorderà la bellissima Vespa Primavera degli anni 1974 e 1975, simpaticamente ribattezzata «Coca Cola» anche per via della sella color panna che, manco a dirlo, ritroviamo anche su questa Star.

Dunque è calato il sipario anche su questa edizione, che da qualche anno è cornice di un singolare duello «vespistico». Abbiamo assistito, da parte di Piaggio così come da parte di LML, a due ennesime «divagazioni» sul tema del cambio automatico. Noi, appassionati, puristi intransigenti, «talebani» ed amanti del cambio al manubrio dovremo attendere ancora.

Se un’evoluzione della PX oggi sembra meno imminente che in passato – anche se fonti Piaggio confermano: alcuni prototipi continuano a macinare chilometri  – anche le Star «geared» sembrano in una fase stazionaria: a questa edizione di Eicma non si è parlato di iniezione elettronica, ed i due prototipi esposti lo scorso anno hanno disertato la rassegna appena conclusasi.

Del resto, il 2015 – e con esso la normativa Euro4 – è ancora lontano, ed i costruttori possono prendere un po’ di tempo prima di aggiornare i propri modelli.

 

 

Qui altre fotografie della manifestazione.

 

Marben

Share this:
Share this page via Email Share this page via Stumble Upon Share this page via Digg this Share this page via Facebook Share this page via Twitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *