Achille the guilty dog

Biv… Biv… Biv, aggia capì se mi pozz fidà.

E’ una vita che sento ripetere queste frasi e finalmente è arrivato il giorno di dare un volto e una voce ai rispettivi attori.
Tutta la stagione completa su chiavetta. Una stupenda chiavetta Usb da 16Gb.
Non vedo l’ora, sono pronto per la maratona notturna.

Soltanto la cena di lavoro si interpone fra me e il telecomando.

“Faccio la doccia e andiamo”, disse lei.

Una frase secca, breve, che dietro la sua fuggevolezza cela una comune verità a tutte le donne. I 10 minuti della doccia di un uomo, sono differenti dai 10 minuti di una doccia di una donna. Possono passare stagioni nell’attesa che esca dal bagno.

Lo sapevo io. La sapeva il cane, Achille.

Si chiude la porta del bagno e lui di colpo cambia espressione. Da tenero barboncino assume lo sguardo di goblin malefico, certo di non essere visto e sgamato per parecchio tempo sparisce. Io mi piego sul cellulare scrollando ossessivamente facebook.

Rialzo la testa e trovo la bestiaccia immonda che masticava e ciancicava di gusto qualcosa. Qualcosa di duro.

Lo guardo. Lui capisce che lo sto guardando con sospetto, il senso di colpa gli sale e scappa, io capisco che lui è colpevole di qualcosa ma non so di cosa e lo inseguo.

Il resto che segue è nell’ordine:

  • inseguimento
  • cattura
  • arresto in flagranza di reato
  • interrogatorio
  • causa, con verdetto di colpevolezza.
  • condanna.

 

 

 

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